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Beni culturali diffusi, un caso di mancata tutela o...di miopia?

 Sul restauro …di facciata: “esse quam videri”  03-7-2013

E’ la frase latina che significa “ essere più che sembrare”, usata come motto da numerose istituzioni culturali a livello mondiale è riportata nel saggio di Cicerone: De Amicitia (capitolo 98).

Niccolo Machiavelli invece, ne  “Il Principe”,  capovolse questa frase in:  “videri quam esse”  (sembrare più che essere).

Chi è attento a ciò che sempre più spesso accade nel nostro tempo vede rispecchiata nella quotidianità tale deformazione comportamentale, ma è più grave notare che il principio ciceroniano, capovolto (… machiavellicamente), diviene talvolta motivo ispiratore anche del restauro architettonico, disattendendo, nel contempo, il non superato avvertimento di Cesare Brandi,

La più grave fantasia del restauro: è il restauro di fantasia” (Teoria del restauro - Einaudi - prima edizione 1963).

A tal proposito qui di seguito propongo di osservare quattro torri campanarie inserite nei nostri luoghi (Campania) e del nostro tempo (2013), per ciascuna il mio punto di vista :

  1. il campanile di Santa Maria di Castellabate (Sa), con il paramento esterno ad intonaco in calce molto ben tenuto, anche perché l’amena località turistica cilentana, già parte del patrimonio Unesco del Parco del Cilento, è assurta alla notorietà di un pubblico cinematografico con il film  “Benvenuti al Sud” e per questo non se ne può fare a meno di tenere i Beni culturali in buono stato;
  2. il campanile della Cattedrale di Lacedonia (Av) con il paramento esterno in pietra calcarea locale squadrata (dunque adatta alla “faccia vista”) pure ben tenuto, perché è inserito in un vivo centro storico;
  3. il campanile della Chiesa di San Giovanni ad Aquilonia (Av), realizzato con la chiesa, negli anni ’30 del secolo scorso, durante la ricostruzione del paese a seguito del sisma del 1930, ora è  in grave degrado, si notano infatti estesi distacchi dell’intonaco posto a protezione della muratura in mattoni (l’ incuria e la mancanza di interventi manutentivi ordinari hanno determinato tale deperimento);
  4. il campanile della Chiesa abbaziale rurale di San Vito ad Aquilonia (Av),  oggetto di un recente, costoso e discutibile intervento, definito: “consolidamento e restauro”,  che invece ne ha scoperto le strutture murarie realizzate in ciottoli di fiume rotondeggianti (tradizionalmente recuperati negli alvei torrentizi ed assestati in opera solo con schegge di pietra e cocci di laterizio) dunque una tipologia costruttiva originaria non certo eseguita per essere lasciata in faccia vista, come l’intervento attuale ha inteso fare (in tal maniera destina i sassi  a subire escursioni termiche anche di  60° e, per effetto di pioggia e neve,  le vetuste malte ad essere ciclicamente imbibite.

In questo ultimo caso definirei il tipo di intervento "di invecchiamento accelerato" (purtroppo una tipologia molto assecondata dalle  Soprintendenze).

Dunque: sia il concetto machiavellico ricordato, sia l'aforisma del grande Storico dell'Arte e Teorico del restauro senese sopra citato, sono,  purtroppo pertinenti ed attuali.

campanile Santa_Maria_di_Castellabate_Sa

Campanile di Santa Maria di Castellabate (Sa) (XIX sec. su cappella del XII sec.)

 Lacedonia Cattedrale_Av 

Campanile della Cattedrale di Lacedonia (Av) (XVIII sec.)

San Giovanni_Aquilonia_Av 

Campanile della Chiesa di San Giovanni di Aquilonia (Av) (1935 ca.)

San Vito_Aquilonia_Av 

Campanile dell'Abbazia di San Vito (XIII sec.) Aquilonia (Av) 

 

 

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Aggiornamento Antincendio

antincendio

La formazione continua è una realtà anche per gli architetti e...

lo sarà sempre di più e in maniera formale tra qualche mese, per via dei crediti che la legge ha di recente istituito.

L'aggiornamento professionale è una buona e sana prassi, che molti professionisti già attuano in modo autonomo, averlo fatto diventare un obbligo di legge anche per gli architetti ritengo sia stato un fatto positivo e qualcosa di innovativo, pur se con molto ritardo, e vi spiego perché. 

Tempo fa , attorno al 2003, ebbi modo di trovarmi alla Feltrinelli di Salerno e di comperare alcuni libri, mi cadde l'occhio su questo titolo "Medicina e sanità nelle costituzioni di Federico II di Svevia" [di Ortensio Zecchino - Pratola Serra (Av) - 2002 - p.37] che pensai di prendere per regalarlo a mio cognato, medico-neurologo in Brianza. Così feci e ne ebbi ringraziamenti e positivi riscontri per gli interessanti contenuti culturali che egli ne scoprì. 

Prima di acquistarlo però ne divorai le snelle pagine, lì tra gli scaffali della libreria, assorbendo essenzialmente il concetto che quì riporto: ...già nel basso medio evo, non solo in quella che è stata probabilmente la più antica scuola medica europea di Cava dei Tirreni (Sa),  si praticava, per prassi, l'aggiornamento costante e periodico dei medici che, semestralmente, dovevano sottoporsi ad un esame di verifica delle loro conoscenze e competenze. La prova si svolgeva di fronte ad una commissione di una cinquantina di medici che avevano il compito di accertare se il "professionista" fosse all'altezza del suo ruolo sanitario e se mantenesse gli standard prestazionali previsti nel suo delicato campo d'interventi operativi.

Tornando ai nostri tempi:

...su invito del mio Ordine Professionale, mi sono ritrovato in compagnia di circa cinquecento persone: Architetti, Ingegneri, Geometri, Periti industriali irpini, nella bella struttura ricettiva del Belsito Hotel "le Due Torri", appena fuori Avellino, per un interessante corso di aggiornamento antincendio.

Il convegno, tra l'altro, ha messo in rilievo che la maggiore novità codificata dai più recenti interventi legislativi in tale ambito sia:la semplificazione burocratica.

Essa verrà attuata progressivamente attraverso il conferimento ai professionisti (delle suddette differenti categorie) dei gravosi compiti di prevenzione e certificazione antincendio prima detenuti dai comandi dei VV FF.

Un fatto molto significativo per almento due motivi:

a) le nuove norme vigenti determinano lo sveltimento delle procedure necessarie all'apertura di un'attività soggetta ai vincoli antincendio;

b) attraverso tali nuove disposizioni operative, a fronte di maggiori responsabilità, si creano maggiori spazi lavorativi per i liberi professionisti.     

Visti i tempi che attraversiamo, mi sembrano due buoni aspetti socio-economici da approfondire ed attuare. 

antincendio

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La sicurezza nelle micro aziende

sicurezza al_contrario

Attenti alla sicurezza al contrario

Pro memoria da "BibLus-net by ACCA":

 

Dal primo giugno 2013 per le piccole aziende diventa obbligatorio il documento di valutazione dei rischi (DVR) secondo le procedure standardizzate in materia di sicurezza sul lavoro.

Le Procedure Standardizzate sono state approvate dal D.M. 30 novembre 2012, come previsto dagli articoli 6 e 29 del D.Lgs. 81/2008.

Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei rischi compilando il DVR secondo queste fasi:

  • descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni;
  • identificazione dei pericoli presenti in azienda;
  • valutazione dei rischi associati ai pericoli identificati e individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate;
  • definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza.

Le procedure standardizzate

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