Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Per saperne di piu'

Approvo

Per Aquilonia Vecchia meglio un Sacrario che un luogo di svago turistico

aquilonia vecchia1

I ruderi di Aquilonia Vecchia sono davvero suggestivi, ma non sono storicizzati, né sono artistici come quelli di Pompei; essi infatti rievocano ancora, fatalmente, una Tragedia, viva nei nostri ricordi e nei nostri cuori, seguita al sisma del 23 luglio 1930, in cui tanti aquiloniesi perirono (circa 300).

A causa di tale catastrofe naturale la nostra Comunità ebbe stravolta radicalmente la sua esistenza e la stessa vita; tra i periti vi fu anche mio nonno materno: Michele Maglione, appena 40enne e dunque gli effetti conseguenti hanno riguardato direttamente anche la mia storia familiare.

Di recente a tal proposito mi sono fatto promotore attivo di un’apposita proposta, da me scritta e trasmessa all'Amministrazione del Comune di Aquilonia, volta ad invitare il Comune a far diventare il luogo, in cui il terribile terremoto si scatenò, un Sacrario.

Ciò mi è sembrato doveroso in quanto la Giunta comunale di Aquilonia ha intrapreso le procedure per approvare un costoso PUA, un  Piano urbanistico finalizzato a  realizzare, proprio sui ruderi di Aquilonia Vecchia,  un “Borgo rurale” e “un’ Area turistico ricettiva”,  previo esproprio. 

Due ulteriori destinazioni d’uso che si andranno ad aggiungere a quella già configurata di Parco archeologico dei ruderi, che sono divenuti tali a causa dell’alto grado di sismicità della zona, aspetto intanto non svanito!

La singolare proposta della Giunta municipale prevede un ulteriore forte impiego di fondi pubblici:  3 milioni di euro circa, accanto ai già consistenti fondi regionali sin ora spesi o stanziati sul sito, 7 milioni di euro circa.

Nella mia osservazione ho messo in rilievo che tanti soldi indirizzati sul cosiddetto “Paese Vecchio” non hanno prodotto posti di lavoro, né hanno sviluppato un turismo economicamente significativo per il rilancio socio-economico di Aquilonia.

Viceversa ho evidenziato che se gli stessi sforzi politici e le stesse cospicue risorse chieste ed ottenute dai nostri amministratori dallo Stato e dall’Europa fossero state indirizzate a tenere in perfetto stato di manutenzione le esigue ed insufficienti infrastrutture cittadine e in buono stato la viabilità ordinaria di accesso al nostro Paese (che è ancora abbastanza isolato, per esempio tenendo efficienti sia la strada per l'Ofantina, sia la strada per il Bivio di Calitri), probabilmente la collettività  aquiloniese ne avrebbe tratto benefici più evidenti, in termini di qualità della vita e di  risparmio, per  minori costi di esercizio degli automezzi privati. E noto ai più che una buona viabilità di accesso ad un centro abitato favorisce gli scambi socio-culturali e la crescita economica del territorio e stimola investimenti e sviluppo di imprese, con positivi riflessi occupazionali.

Da pochi giorni  la Giunta comunale di Aquilonia con apposito atto deliberativo  (Del. G.C.  n. 39 del 16/4/2013), ha respinto la mia ponderata ed articolata proposta definendola,  eufemisticamente "…stucchevole…" . Provvederò quindi a riassumerne qui il senso.

Il nuovo PUA (il Piano Urbanistico Attuativo, costerà  14000 euro circa) a mio avviso nel prevedere la conversione dei ruderi di Aquilonia Vecchia in superfici e volumi da destinare ad attività turistiche, artigianali e commerciali prefigura de facto un’arbitraria speculazione edilizia, per di più su un sito a fortissimo rischio terremoto.

Il PRG vigente prevede per il posto  la semplice conservazione dei ruderi e dei residui murari, non la ri-edificazione per attività fondamentalmente a scopo lucroso, a fronte di azioni e investimenti di  privati.

Una contraddizione evidente tanto più se posta a confronto con il forte  calo demografico che si riscontra ad Aquilonia, registrato correttamente nel redigendo PUC (Piano Urbanistico Comunale costato 195000 euro circa), aspetto che non consentirà incrementi degli attuali indici urbanistici e costruttivi.

Dunque come è possibile farlo sul sito dei ruderi di Aquilonia Vecchia?

Il  "Paese Vecchio"  (cosi è definito il posto nel gergo  popolare) è, per tutti noi che viviamo ad Aquilonia e per tutti i concittadini emigrati e sparsi nel mondo, fondamentalmente ancora un triste “luogo di memoria”, da non far degradare e ciò lo si è già fatto in buona parte fatto attraverso gli interventi già eseguiti,  non certo un sito turistico, a causa delle tristi peculiarità seguite al sisma del 1930 e sopra ricordate.

A mio avviso il posto necessiterà di essere soltanto ben recintato e ben curato, per diventare un  degno Sacrario rievocativo della tragica interruzione occorsa alla antica storia di Aquilonia.

Viceversa un impiego pro-privati e non pro-comunità sarebbe molto dannoso perché non risulterebbe coerente con lo status tragico determinatosi dopo il terremoto del 1930.

D'altra parte con le mie osservazioni trasmesse all’Amministrazione comunale non ho inteso dire  nulla di nuovo o di strano poiché in simili luoghi  d'Italia (Gibellina, Cassino, Longarone, ecc.) e del Mondo  (Ground Zero) si è proceduto con interventi del genere mediante ponderate e coerenti soluzioni orientate solo ad evidenziare il fine commemorativo del posto,  in conformità al nuovo status determinatosi  a seguito delle  tragedie occorsevi.

In tal senso ho auspicato per il  “Paese Vecchio” visite di cittadini in riflessione e in  rispettoso omaggio alle vittime del sisma e ai loro familiari, mentre non oso pensare  a pellegrinaggi anomali di tipo pseudo-turistico, o peggio, ad ulteriori investimenti di danaro pubblico e privato per fini economici che non sarebbero coerenti e rispettosi del "genius loci".

gibellina  longarone ground zero

Condividi su:

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Italian English French Spanish

Novità

Novità

Utenti On Line

Abbiamo 76 visitatori e nessun utente online