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IL DESIGN ITALIANO studiato e sperimentato nel Liceo artistico di Calitri (Av)

 

IL DESIGN ITALIANO

 

Qui di seguito due articoli tratti dalla rivista scolastica Lab.Design del Liceo Artistico dell'Istituto superiore A. M. Maffucci di Calitri (Av)

collegati a 10 lavori di ideazione e progettazione di oggetti d'uso esclusivi svolti dagli allievi del Corso CAD 2016

 

 

Nella modernità non c’è distinzione tra le diverse forme d’arte

È una visione futuribile che si preannuncia già nel 1936 in quanto affermato da Nikolaus Pevsner nel suo volume Pionieri del movimento moderno: da William Morris a Walter Gropius: «Morris ha gettato le fondamenta dello Stile Moderno, con Gropius il suo carattere è stato definitivamente stabilito».

La nascita del concetto di designer coincide dunque con l’avvento del più grande artista-artigiano del suo tempo: William Morris (1834-1896) nativo di Elm House, Walthamstow, Essex / Londra.

Egli, abile impresario nel business della decorazione e dell’arredamento, riformatore sociale, ambientalista, educatore, fu in tutta la sua vita costantemente realista e sognatore. E tale deve essere ancora oggi il designer.

Nel 1919, dall’incontro con Walter Gropius, nella Weimar Bauhaus, assieme al designer belga Henry Van de Velde, ne derivò la nascita del design, sintetizzata con il seguente proclama: «non c’è essenziale differenza tra l’artista e l’artigiano […] lasciamo cadere la distinzione di classe che ha sollevato una fiera barriera fra artigiano ed artista».

Nel dopoguerra 1953 Giulio Carlo Argan (Progetto e oggetto - Scritti sul design Medusa, Milano 2003 - A  cura di Claudio Gamba), si è chiesto, in tal senso, se la produzione industriale potesse essere portatrice di valori estetici e se vi fosse un'arte per la società tecnologica come in passato c’è stata un'arte per la società artigiana: «Uno degli aspetti più gravi della crisi artistica del nostro secolo è la difficoltà di conservare o ritrovare il rapporto tra creazione artistica e produzione economica. L’arte è stata per secoli il modello e il vertice dell’artigianato (alla base il massimo della quantità, all’apice il massimo della qualità); nel design invece la produzione industriale conforma l’oggetto al prototipo, è il massimo della qualità nel massimo della quantità. L’artista che lavora per l’industria non fa bozzetti ma progetti e la sua ricerca estetica coincide con la metodologia progettuale (l'antefatto è nel Bauhaus): in questo modo imprime alla produzione una finalità non meramente economicistica, bensì pedagogica, che si relaziona con la scuola, il museo e le più moderne correnti artistiche…».

A questi insuperati ed autorevoli presupposti teorici si è ispirato il corso Cad svolto nel Liceo Artistico di Calitri (Av), raccogliendo ottimi risultati.

[Antonio Iannece, Architetto docente di Storia dell’Arte, Referente del Progetto Cad]

 

 

Giovani creativi

Gli oggetti, realizzati artigianalmente prima e industrialmente poi, rientrano nel vasto campo della progettazione, con la peculiarità del loro essere “utili”, a differenza dell’opera d’arte “inutile” cosi definita per esemplificazione da Gillo Dorfes nel 1954.

Eppure tanti oggetti di design si possono definire delle vere e proprie creazioni artistiche.

Tanti i progettisti che hanno fatto la storia del design italiano.

Mi piace fra tutte, ricordare una rifessione di Achille Castiglioni, che sintetizza alla perfezione il processo creativo, la spinta e l’entusiasmo per la creazione di un oggetto bello e funzionale. “Cancellare, cancellare, cancellare e alla fine trovare un componente principale di progettazione; noi mentre progettavamo eravamo contro l’invadenza del disegno, eravamo alla ricerca del tratto minimo che serviva alla funzione; volevamo arrivare a dire: meno di così non si può fare”.

La progettazione sta alla base di qualunque processo di trasformazione, ha segnato e accompagnato tutta l’evoluzione umana.

I giovani creativi sono i nostri studenti, che nei laboratori di design hanno potuto dare impulso alla loro creatività progettando oggetti di design: Francesco Natale, “Le Cuffie”; Gaia Zarrilli, “Maniglia porta interna”; Osvaldo Cicoira, “MP3 Call”; Vito Galgano, “MP3”; Giuseppe Tornillo, “Speaker per PC”; Luca Zabatta, “Bluetoot Speaker”; Sara Salandra, “Orologio”; Giulia Nigro, “MP3”; Chiara Cestone, “Maniglia porta interna con led”; Gerardo Zarrilli, “Altoparlante”.

Un’esperienza che porta i nostri giovani studenti nel mondo dei creativi della grande tradizione italiana.

[Francesco Custode, Architetto, docente di Laboratorio Design, Tutor corso Progetto Cad]

 

 

 

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