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Ristrutturazione interna di una casa d’abitazione a Bisaccia (Av)

Il lavoro realizzato consisteva nel completare e ristrutturare l’interno di un’abitazione privata la cui struttura era già stata realizzata dal committente.

Il pavimento e la ringhiera del soppalco

Come si potrà notare dal raffronto tra le foto, prima e dopo l’intervento, il progetto ha valorizzato al massimo quanto già eseguito in precedenza.I committenti hanno chiesto ed ottenuto un ambiente molto caratterizzato da “stilemi art nouveau”.

Per l’ esecuzione degli elementi progettati ci si è avvalsi di maestranze della zona, che hanno prodotto su misura esattamente quanto ideato e disegnato dall’architetto, come mostrano gli schizzi di progetto e le foto dell’eseguito.L’ambiente realizzato è aperto e le funzioni dell’abitazione sono divise in verticale.

La zona notte è composta da tre camere e due bagni ed è ubicata al primo piano, a cui si accede dalla scala e dal soppalco che è pavimentato con parquet spicato bordato da una fascia di marmo.

Alla zona giorno si accede tramite l’ingresso che immette alla sala da pranzo, a doppia altezza, e al soggiorno, dove si trova un caminetto in marmo che arreda l’intera parete.La cucina ed il bagno di servizio sono sistemati sullo stesso piano ma in ambienti distinti e che prospettano sugli spazi sopra descritti.Entrando si osserva il soppalco che è rimarcato da un controsoffitto pensile finalizzato ad accentuare l'andamento sinuoso dello sbalzo sul soggiorno.La ringhiera della scala e del soppalco è in ferro battuto patinato ed è stata realizzata dalle officine artigianali Marena di Sant'Andrea di Conza, su design dell'Architetto Iannece.

La parete della zona pranzo è segnata da una fascia in legno con inserti modulari di ceramica invetriata che separa il piano terra dal primo piano.Le boiseries dell’ingresso e l’arcone divisorio dello spazio tra la scala e la sala da pranzo sono in noce nazionale e li ha realizzati, a misura, la Falegnameria Annunziata Silvio di Aquilonia (Av).Per fatto decorativo e per mitigare la doppia altezza dell’ambiente giorno è inserito sul bordo del soppalco un fregio continuo realizzato in maiolica monocroma a basso rilievo con motivi della neo figurazione.Si può notare il giardino d'inverno con piantine grasse inserito nella coda di pianoforte posta al piede della scala neoliberty. La base in marmo si espande a sostenere anche la preziosa scultura in ceramica, opera informale dal ceramista irpino Fulvio Moscaritolo, autore anche delle maioliche e dei moduli invetriati che ha interpretato l’idea progetto dell’Architetto visibile, in nuce, negli schizzi prospettici.L’elemento scultoreo, di forma tronco piramidale, è composto da due pezzi ad incastro sovrapposti ed è alto 125 cm. E’ stato eseguitoa quattro forni con ultimo bagno decorativo in lapislazzuli ed oro zecchino.

Gli elementi unificanti di tutto lo spazio sono il pavimento in marmo “giallo siena” e il legno pregiato delle “boiseries” di cui è fatto il volume d’ingresso, che funge da filtro tra l’interno della casa e l’esterno del giardino.

Larchitetto accanto alla scultura al piede della scala

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Chiesa, casa canonica e locali di ministero pastorale nel comune di Frigento

...il benignissimo Redentore del Cielo volse clemente gli occhi alla terra, e veduta la vana infinitÄ di tante fatiche, gli ardentissimi studi senza alcun frutto, e la opinione prosuntuosa degli uomini, assai piÅ lontano dal vero che le tenebre dalla luce; per cavarci di tanti errori, si dispose mandare in terra uno spirito, che universalmente, in ciascheduna arte ed in ogni professione fusse abile, operando per se solo a mostrare che cosa sia la perfezione dell’arte de disegno nel lineare, distornare, ombrare e lumeggiare, per dare rilievo alle cose della pittura, e con retto giudizio operare nella scultura, e rendere le abitazioni comode e sicure, sane, allegre, proporzionate, e ricche di vari ornamenti nell’architettura…

G. Vasari, Le vite ecc. - 1568

 

chiesa

 

Metodologia: il progetto realizzato entro il concorso per la realizzazione di un centro parrocchiale (chiesa, casa canonica e locali di ministero pastorale) nel comune di Frigento, in localita’ “Pila ai Piani”, É frutto di una sintesi tra il recupero della memoria storica, attuato con un misurato impiego di elementi e segni dell’architettura religiosa tradizionale e l’assunzione di caratteri stilistici contemporanei, più o meno riconducibili alla nuove tendenze dell’architettura. Il disordine/caos, divenuto tipico di molti paesaggi italiani, e del meridione in particolare, riscontrato anche nel contesto in cui il progetto andava collocato (il luogo prescelto É risultato privo di emergenze architettoniche e con abitazioni e strutture edilizie connesse alle attività rurali posizionate sul territorio in maniera informe e disordinata) è stato inteso quale risorsa, e non limite, da utilizzare sotto forma di matrice progettuale su cui basare l’idea di progetto del nuovo complesso architettonico religioso. Il gruppo di progetto ha adottato e preferito come soluzione grafica la linea curva e libera, sia perchè il segno informale É tra i più antichi che l’uomo ha impiegato per esprimere le sue sensazioni e le sue angosce, sia perchè l’andamento organico e sinuoso, che caratterizza il progetto delle nuove strutture architettoniche, indica ed allude, in maniera abbastanza esplicita, alle incertezze e ai dubbi che riguardano l’uomo durante il percorso di fede nella sua vita terrena.

Presupposti dell’idea di progetto: occorreva elaborare un’idea-progetto per un nuovo centro parrocchiale, sito in zona semi-rurale dell’ Irpinia, articolato in tre ben distinte funzioni, che nel loro insieme fossero in grado di assolvere compiutamente a due scopi prevalenti:

1) dedicare la chiesa a Maria Santissima Immacolata;

2) permettere a coloro che saranno preposti dall’Autorità religiosa diocesana di esercitare gli uffici religiosi di poterlo fare in modo moderno, in spazi coerenti con i criteri compositivi e progettuali dettati della Chiesa stessa.

L’idea di progetto: il progetto che ne è scaturito ha tenuto conto sia della metodologia, sia dei due bisogni innanzi evidenziati, infatti:

a) il complesso parrocchiale contiene marcati e diffusi elementi grafici curvilinei, in pianta ed in alzato e in particolare nella facciata della chiesa che presenta il portone d’ingresso di forma ovoidale, (tale segno è scaturito dalla rielaborazione concettuale dell’ Icona più diffusa della Vergine Maria, come si vede nella comparazione analogica riportata in alto);

b) l’interno e l’esterno della chiesa sono concepiti per essere realizzati con materiali costruttivi dai toni cromatici chiari: il grigio e il beige del marmo del pavimento, il bianco dell’intonaco delle pareti, che allude alla purezza di Maria Santissima Immacolata;

c) il senso unitario dello spazio interno della chiesa É stato affidato alla luce naturale che filtrerà intensa dalle feritoie delle pareti perimetrali e al legno a vista delle strutture di copertura;

d) il centro parrocchiale, la casa canonica e la chiesa, pur distinti nelle loro strutture, saranno connessi in un organico sistema dai porticati lignei che si è pensato di disporre su quasi tutto lo spazio esterno del lotto rimasto disponibile, in un continuo fluire di forme morbide che terranno ben collegate le tre strutture architettoniche religiose.

In tal modo: la chiesa, la casa canonica e i locali del ministero pastorale sono immaginati come un sistema unitario di culto, in quanto riflesso estetico diretto del concetto stesso di unicità della Chiesa. 

 

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