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Edificio per la Comunità Montana

Facciata e scala di emergenza

La Nuova Sede della Comunità Montana Alta Irpinia è stata realizzata su progetto dall’architetto Antonio Iannece, che ne ha anche diretto i lavori, coordinando una equipe di tecnici di varia specializzazione.

L’Opera pubblica è stata realizzata dall’Impresa Venturini S.p.A., di Gemona del Friuli (Ud) tra il 1990 e il 1994 e messa in esercizio nel 1995.

L’edificio si trova a Calitri in provincia di Avellino ed è stato concepito come un organismo polifunzionale, al fine di assolvere nel tempo, in modo flessibile e dinamico, ai molteplici bisogni amministrativi che vengono espletati dal massimo ente territoriale dell’Alta Irpinia.

La progettazione e la realizzazione dell’edificio hanno tenuto in debito conto la scadente portanza del suolo di fondazione relativo al lotto messo a disposizione e, per tale motivo, gran parte della struttura è stata poggiata su una palificata profonda circa 25 metri, che raggiunge gli strati più profondi e compatti di argilla.

L’intervento è stato eseguito impiegando i fanghi bentonitici per rinforzare le pareti dei fori dei pali in cemento armato realizzati nel terreno intriso d’acqua.

Il complesso architettonico si presenta asimmetrico, sia in pianta, sia in alzato; per tale motivo, ai fini antisismici, risulta costituito da cinque corpi di fabbrica giuntati e gravitanti attorno all’elemento centrale cilindrico destinato all’Aula consiliare.

Questa parte dell’edificio è stata realizzata con una fondazione in c.a. a graticcio su piastra che a sua volta sostiene agili strutture reticolari a vista in acciaio, composte da sei archi rampanti di differente ampiezza, poggianti in sommità su una trave orizzontale reticolare di circa trenta metri di luce netta. Le membrature reticolari sono disposte in maniera da sostenere la copertura che è sospesa a forma di ventaglio.

Il corpo di fabbrica centrale dell’edificio è stato destinato alle funzioni comuni: l’archivio stabile al piano seminterrato; la reception e la biblioteca comunitaria al piano rialzato; il foyer e l’aula del consiglio generale per 250 persone, al primo piano.

Dall’elemento centrale si sviluppano due corpi di fabbrica che ospitano gli uffici, le due strutture sono concluse da due scale in c.a. a vista per l'uscita di emergenza: - l’ala nord-est ospita al piano seminterrato l’autorimessa, al piano rialzato gli ambienti per gli addetti ai controlli territoriali antincendio, ai due piani superiori la presidenza la sala della giunta esecutiva, gli spazi per i gruppi consiliari e gli uffici geo-tecnici; - l’ala sud ovest, ospita al piano terra ambienti per la manutenzione dei mezzi antincendio in dotazione all’Ente, ai due piani superiori gli uffici di segreteria e di ragioneria, caratterizzati da una sistemazione open space.

La struttura portante in c.a. relativa queste due ali dell’organismo architettonico presenta un suolo artificiale sollevato da terra di 4.60 m (accorgimento che permettere l’attraversamento veicolare di tutto l’edificio e citazione esplicita del Bauhaus di Dessau), da esso si eleva la maglia triangolare degli esili pilotis del primo e del secondo piano, disposti ad interasse pari alla metà di quello dei più massicci pilastri del livello inferiore. Infine, incardinata tra il corpo centrale e le ali per uffici, vi è la torre per ascensori e montacarichi, alta circa trenta metri, elemento che verticalizza l’edificio e presenta alla sua sommità un volume tecnico prismatico di forma tronco piramidale.

Il progetto architettonico e strutturale trae evidente ispirazione dal razionalismo e dal funzionalismo del primo novecento di W. Gopius, Le Corbusier, F.L. Wrigth, a cui rende omaggio attingendone elementi e citazioni esplicite quali: le matrici planimetriche a 120°, l’asimmetria diffusa, l’edificio sollevato dal suolo, la strada di attraversamento veicolare, il suolo artificiale, l’organizzazione libera della pianta, la maglia dei pilotis infittita, le finestre a nastro, gli angoli con vetrate continue, il tetto piano, l’assenza di decorazione.

L'edificio è una delle poche opere pubbliche adibite ad uffici pubblici realizzate e messe in esercizio in Irpinia dopo il terremoto del 1980. 

 

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